Ricevo a Ferrara in Via Bagaro 84 e a Portomaggiore in Piazza Umberto I 

Su di me:

Maria Montanari si è laureata presso l'Università di Padova nel corso di laurea in psicologia psicodinamica.  

Con la tesi di laurea ha approfondito come si formano le coppie, perché i partner si scelgono.

Ha conseguito l'attestato di Mediatrice familiare presso l'Istituto di terapia familiare di Bologna.
Ha collaborato presso il centro diurno di S.Bartolo, dandole la possibilità di avvicinarsi al disturbo psicotico e presso il Sert di Portomaggiore.
In entrambe le esperienze ha avuto la possibilità di toccare con mano l'importanza delle relazioni
interpersonali nel percorso di coloro, che affrontano sofferenze e disagi altamente invalidanti.

Come psicologa si occupa di colloqui individuali, di coppia e famigliari.

Come psicologa si occupa di valutazione delle problematiche dei minori, per verificare insieme ai genitori se sia più opportuno un trattamento individuale o incontri familiari.

Come mediatrice familiare si occupa di coppie in separazione.

I colloqui di coppia e con le famiglie possono essere condotti anche con la presenza di un altro terapeuta ( uomo o donna) , per dare un maggiore equilibrio alle seduta e una lettura più ampia dei vissuti portati dai partner e dai componenti il nucleo familiare. La scelta della presenza di un altro operatore viene discussa e decisa insieme alla coppia e alla famiglia, valutandone l’opportunità.

Lo scopo dei colloqui, accanto alla esplorazione del disagio portato dalla persona, è anche quello di concludere le sedute in modo tale che “ si torni a casa” con “ qualcosa in più di concreto” per affrontare il quotidiano.

Uno degli strumenti è il genogramma. Si ricostruisce insieme al cliente l'albero genealogico fino alla terza generazione, per esplorare insieme quali messaggi la famiglia ha trasmesso all'individuo.
Perché farlo? Perché questo chiarisce il perché delle nostre scelte, il perché e il come interpretiamo il comportamento delle persone più significative.
Per le coppie si mette in luce l'intreccio delle reciproche storie, perché ci si è scelti e come potere dare una lettura diversa del partner.
Con la consapevolezza di chi siamo e da dove veniamo possiamo essere più liberi di fare spazio a qualcosa di nuovo.
Le persone che l’hanno sperimentato, con un certo scetticismo iniziale, si sono stupite delle scoperte e della ricchezza che ha portato ad una nuova visione di se stessi, e ad una risoluzione della loro problematica in tempi più brevi di quelli da loro previsti.

“L’uomo non ha una natura ma una storia” Josè Ortega y Gasset